Capo Caccia: il punto fermo della città di Alghero

#alghero #capocaccia #sardegna

Come arrivare, cosa vedere e…come prepararsi!

Se la meta delle tue prossime vacanze sarà la Sardegna del Nord….non limitarti alla sola e famosissima Stintino (per info vai su https://aunviaggiononsidicemaidino.wordpress.com/2017/08/22/stintino-quali-spiagge-visitare/  )….non potrai, infatti, non visitare lo splendido promontorio di Capocaccia. Il territorio è parte della relativa Area Marina protetta , a ridosso della città di Alghero e suo punto di riferimento: non sarebbe più Alghero senza Capo caccia! Pare, infatti, che sia visibile da ogni belvedere della città!

Come arrivare. Due sono le modalità attraverso cui arrivare: dal porto di Alghero, con i numerosi traghetti che accompagnano quotidianamente i turisti, oppure proseguire, in macchina, sulla litoranea che dalla città vi porterà sino alla cima di Capo Caccia. E’ sufficiente seguire le relative indicazioni.

Per gli amanti della bici: ne abbiamo incontrati tantissimi…ma attenzione perché spesso si è costretti a percorrere la strada (e non apposita pista ciclabile).

Giunti in cima la vista sarà meravigliosa: il mare è di un blu intenso  e si ha modo di ammirare, da un punto di vista privilegiato, l’intera baia di Alghero.

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Avendo scelto l’automobile, percorriamo la litoranea ed arriviamo in cima: ci sono parecchi visitatori e il piccolo piazzale non è assolutamente sufficiente per accogliere tutti i mezzi. Pertanto, sarà necessario invertire la rotta e parcheggiare accostandosi lungo la strada.

Ripercorriamo a piedi il tratto fino al piazzale, approfittandone per godere del panorama e scattare bellissime fotografie.

Giunti in cima, ci avviciniamo all’ingresso per la famosa scalinata del Cabirol! 656 gradini, scavati magistralmente nella roccia, da percorrere per arrivare a livello del mare; lì visiteremo le Grotte del Nettuno. Un passo alla volta però (è proprio il caso di dirlo).

L’impatto con la scalinata è stupendo: consiglio davvero a tutti di percorrerla; scendere a picco su un mare dalle innumerevoli sfumature del blu, soprattutto per gli amanti dell’ambiente marino, dà sensazioni meravigliose. Allo stesso modo, a parte le splendide foto ricordo che avrete modo di scattare, è interessantissimo notare la struttura della scalinata e gli sforzi fatti per renderla percorribile.

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Al termine della discesa, siamo all’ingresso delle grotte di Nettuno. Mi era già capitato di visitare le Grotte di Castellana, vicino Bari. Essendo rimasta molto soddisfatta da quell’esperienza, decido di ripetere ma questa volta con grotte in ambiente marino.

Molto particolare è l’ingresso: soprattutto nei giorni di mare mosso (praticamente sempre considerando la zona esposta al Maestrale), troverete un addetto che, percorsi 4/5 gradini, vi dirà se potrete attraversare oppure no; la particolarità sta nel fatto che sulla sinistra  vi è una grande apertura che permette all’acqua del mare di entrare; di conseguenza, quando arriva l’onda ad infrangersi sulla roccia….questa  entrerà bagnando anche il passaggio….quindi occhio a non scivolare.

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Salendo altri 4/5 gradini troverete la biglietteria. Il biglietto costa 13 euro: personalmente, avendo avuto l’esperienza a Castellana Grotte, considerando anche la durata abbastanza breve del percorso…l’ho trovato un po’ eccessivo. Punti di vista.

All’interno delle Grotte c’è una guida che accompagna i visitatori, spiegando storia e particolarità. Anche qui, come in tutte le altre grotte, per tutelare l’ambiente, vige il divieto di scattare foto e fare riprese….divieto purtroppo praticamente non considerato da molti visitatori. Buona educazione e rispetto per i luoghi sono concetti che troppe volte vengono ignorati: se, da un lato, potremmo essere tentati dal compiere un’azione vietata perché “tanto che vuoi che sia”, pensiamo al danno che questa, moltiplicata per tutti i turisti che hanno lo stesso pensiero, potrebbe causare! Se c’è un divieto…quel divieto va rispettato!

Terminata la visita (breve), è ora di risalire verso la cima di Capo Caccia! Se percorrere 656 scalini, altamente panoramici, in discesa è stato divertente…non altrettanto lo è in salita!

Se posso permettermi…evitate di salire tutto d’un fiato….non è il caso credetemi!Facendo, invece, brevi soste e bevendo un goccio d’acqua ogni tanto, anche i meno allenati supereranno abbastanza bene la prova. E poi volete mettere la soddisfazione che si prova giunti in cima? 😉

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La prossima volta arriveremo dal mare; immagino che l’approccio con il traghetto sia altrettanto spettacolare!

Perché “Capo Caccia”? Perché anticamente i nobili del posto la utilizzavano come riserva di caccia. Attività oggi incompatibile considerando la natura di Area marina protetta del luogo.

Altra curiosità: recentemente, una famosa trasmissione ha lanciato un servizio proprio dedicato a quest’area; oltre alle bellezze del luogo, i presentatori hanno spiegato come sui fondali di Capo Caccia sia lasciato ad invecchiare un famoso spumante, prodotto da una cantina del posto. I cameraman hanno mostrato come lo spumante in questione sia inserito in apposite casse trasportate prima in battello fino alla base della scogliera e poi accompagnate sul fondo grazie all’opera di sub esperti. Sarebbe interessante, soprattutto per gli amanti della degustazione, assaggiare uno spumante nato in condizioni così particolari!

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