In giro per Cavalese (Trento) : il salotto della Val di Fiemme

#viaggi #travel #trentino #cavalese #valdifiemme 

Visitare Cavalese è un po’ come visitare una piccola bomboniera: un paese di circa 4 mila abitanti, situato nella provincia di Trento.

Estremamente pulito e curato, tutto è a misura d’uomo (e di turista). Non manca nulla.

Arrivo dopo parecchie ore di viaggio alla stazione di Ora (Auer…abituatevi al tedesco da queste parti). Uscendo dalla stazione c’è un servizio bus che vi accompagna direttamente a Cavalese. Nessuno stress, con valigie al seguito, per la caccia al biglietto: lo si fa a bordo direttamente con l’autista.

Si inizia subito col percorrere una strada in salita altamente panoramica (SS 48, Strada delle Dolomiti): si vede l’intera valle! E pensare che, avvicinandomi in treno, io questa strada l’avevo già notata: si inerpica (letteralmente) sul fianco dela montagna e subito mi era venuto da pensare “Chissà che bella vista da lassù!” . Eccomi accontentata.

Si prosegue una mezz’ora, attraversando meleti e piccoli centri abitati…fino ad arrivare a Cavalese.


Ospite di amici, mi suggeriscono di sperimentare la piscina comunale per alleviare la stanchezza….ma, abituata ad una normalissima piscina da nuoto tradizionale….non mi è molto chiaro il nesso tra alleviare le fatiche del viaggio e nuotare. Va bene…vediamo!

Arrivati in piscina mi viene consegnato un braccialetto che funge sia da apertura del varco d’accesso che da chiave del mio armadietto. Mi piace. Comodo e intuitivo.

Mi cambio ed entro in piscina. Qui capisco il famoso nesso con l’alleviare le fatiche del viaggio! Infatti, oltre ad una tradizionale piscina per nuotare, Cavalese dispone di una serie di vasche idromassaggio…STUPENDE! Oltretutto, pagando il prezzo di un normalissimo accesso in piscina…

Oltre alle vasche interne, poi, attraverso un corridoio d’acqua, si arriva in una vasca idromassaggio esterna caldissima! E vi assicuro che il contrasto tra aria frizzantina (o fredda….dipende dal vostro periodo di visita) e il caldo al di sotto del collo vi piacerà moltissimo. E a questo aggiungete il panorama…..vista direttamente sulle piste da sci!

Lasciata a malincuore la piscina (a proposito, non manca alcuna comodità,  compresa la cabina doccia e dei phon per asciugarsi i capelli), prima passeggiatina per il centro città: assolutamente confermata la prima impressione di estrema pulizia e cura.

Day 2

Lasciare 40 gradi in Abruzzo e dormire meravigliosamente bene in Trentino…fatto!Che meraviglia…ma vietato poltrire….che la giornata abbia inizio!

Girando da sola per le strade del paese si ha subito una sensazione: non conosco le statistiche criminali del posto, ma, onestamente, mi pare difficile che qualcuno possa mai fare del male. Aggiungo, poi, l’estrema cortesia della gente che incontro: tutti che ti salutano con il buongiorno….magari per loro sarà anche una cosa scontata ma, abituati come siamo alla fretta e agli impegni, sembra quasi strano….il saluto cortese di una vecchietta sconosciuta è una piacevole sorpresa.

Mi dirigo subito verso il parco: che bello respirare aria pulita a pieni polmoni! Vedo subito i campi da tennis e penso a come deve essere bello giocare una partita immersi nel verde e non nel cemento. 

Proseguo oltre e arrivo al belvedere: vista magnifica sull’intera Val di Fiemme!


Vedo subito la funivia Alpe Cermis sulla sinistra e ripenso al disastro causato, anni fa, da un aereo militare americano che, sorvolando la valle a bassissima quota (e ora che ho il paesaggio davanti a me mi rendo conto, ancora di più,  di quanto sia stato folle e irresponsaabile quel “pilota” ) trancio’ i cavi di sostegno, causando la caduta della cabina e la morte di tutti i suoi occupanti.Una tragedia immane per semplice stupidità umana.

Da allora le cose sono un po’ cambiate: la funivia non attraversa più la vallata direttamente in orizzontale; dalla stazione di partenza si vedono, ora, le cabine scendere verso il fondo della stessa vallata per poi attraversarlo davvero a pochi metri di altezza. Semmai ad un pilota dovesse venire in mente di scendere così in basso…..si tratterebbe, a dir poco, di una persona mentalmente instabile.


Proseguo la visita del parco incontrando un meraviglioso giardino. Inizio a scattare foto….per poi rendermi conto dell’errore madornale: è il cimitero del paese! Immagino che ora starete ridendo…ma vi assicuro che era davvero difficile capirlo a primo impatto….


Vedete che meraviglia? 

Dopo aver girato per bene il parco, mi dirigo verso il centro del paese. Noto subito l’estrema cura, non solo della cittadina in generale, quanto anche delle singole case….


Bello….non c’è che dire…..

Seguendo con lo sguardo la pagoda che sovrasta Cavalese, cerco di trovare la strada per raggiungerla, sempre godendomi il paesaggio e i suoi particolari.


Ed eccola qui…la pagoda: una struttura in legno da cui si gode non solo una vista completa di tutto il paese, quanto anche dell’intero gruppo montuoso del Lagorai. Davanti la pagoda c’è anche un cartello con l’indicazione di tutti i monti che compongono la catena. E questa attenzione costante al turista che non conosce il posto fa davvero piacere.


Proseguendo oltre la pagoda…..


Non c’è che dire…posto stupendo per gli amanti del trekking e della mountain bike…

Tornando in centro, anche se un po’ a malincuore, mi fermo ad acquistare alcuni regalini: i negozietti non sono esattamente economici, ma immagino che saranno calibrati al costo medio della vita da queste parti…..

Proseguo, poi, con una passeggiata sul lungofiume e anche qui, tra cascate e boschi, non so dove guardare prima! 


Day 3

To be continued……

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Capo Caccia: il punto fermo della città di Alghero

 #alghero #capocaccia #sardegna 

Come arrivare, cosa vedere e…come prepararsi!

Se la meta delle tue prossime vacanze sarà la Sardegna del Nord….non limitarti alla sola e famosissima Stintino (per info vai su https://aunviaggiononsidicemaidino.wordpress.com/2017/08/22/stintino-quali-spiagge-visitare/  )….non potrai, infatti, non visitare lo splendido promontorio di Capocaccia. Il territorio è parte della relativa Area Marina protetta , a ridosso della città di Alghero e suo punto di riferimento: non sarebbe più Alghero senza Capo caccia! Pare, infatti, che sia visibile da ogni belvedere della città!

Come arrivare. Due sono le modalità attraverso cui arrivare: dal porto di Alghero, con i numerosi traghetti che accompagnano quotidianamente i turisti, oppure proseguire, in macchina, sulla litoranea che dalla città vi porterà sino alla cima di Capo Caccia. E’ sufficiente seguire le relative indicazioni.

Per gli amanti della bici: ne abbiamo incontrati tantissimi…ma attenzione perché spesso si è costretti a percorrere la strada (e non apposita pista ciclabile).

Giunti in cima la vista sarà meravigliosa: il mare è di un blu intenso  e si ha modo di ammirare, da un punto di vista privilegiato, l’intera baia di Alghero.

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Avendo scelto l’automobile, percorriamo la litoranea ed arriviamo in cima: ci sono parecchi visitatori e il piccolo piazzale non è assolutamente sufficiente per accogliere tutti i mezzi. Pertanto, sarà necessario invertire la rotta e parcheggiare accostandosi lungo la strada.

Ripercorriamo a piedi il tratto fino al piazzale, approfittandone per godere del panorama e scattare bellissime fotografie.

Giunti in cima, ci avviciniamo all’ingresso per la famosa scalinata del Cabirol! 656 gradini, scavati magistralmente nella roccia, da percorrere per arrivare a livello del mare; lì visiteremo le Grotte del Nettuno. Un passo alla volta però (è proprio il caso di dirlo).

L’impatto con la scalinata è stupendo: consiglio davvero a tutti di percorrerla; scendere a picco su un mare dalle innumerevoli sfumature del blu, soprattutto per gli amanti dell’ambiente marino, dà sensazioni meravigliose. Allo stesso modo, a parte le splendide foto ricordo che avrete modo di scattare, è interessantissimo notare la struttura della scalinata e gli sforzi fatti per renderla percorribile.

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Al termine della discesa, siamo all’ingresso delle grotte di Nettuno. Mi era già capitato di visitare le Grotte di Castellana, vicino Bari. Essendo rimasta molto soddisfatta da quell’esperienza, decido di ripetere ma questa volta con grotte in ambiente marino.

Molto particolare è l’ingresso: soprattutto nei giorni di mare mosso (praticamente sempre considerando la zona esposta al Maestrale), troverete un addetto che, percorsi 4/5 gradini, vi dirà se potrete attraversare oppure no; la particolarità sta nel fatto che sulla sinistra  vi è una grande apertura che permette all’acqua del mare di entrare; di conseguenza, quando arriva l’onda ad infrangersi sulla roccia….questa  entrerà bagnando anche il passaggio….quindi occhio a non scivolare.

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Salendo altri 4/5 gradini troverete la biglietteria. Il biglietto costa 13 euro: personalmente, avendo avuto l’esperienza a Castellana Grotte, considerando anche la durata abbastanza breve del percorso…l’ho trovato un po’ eccessivo. Punti di vista.

All’interno delle Grotte c’è una guida che accompagna i visitatori, spiegando storia e particolarità. Anche qui, come in tutte le altre grotte, per tutelare l’ambiente, vige il divieto di scattare foto e fare riprese….divieto purtroppo praticamente non considerato da molti visitatori. Buona educazione e rispetto per i luoghi sono concetti che troppe volte vengono ignorati: se, da un lato, potremmo essere tentati dal compiere un’azione vietata perché “tanto che vuoi che sia”, pensiamo al danno che questa, moltiplicata per tutti i turisti che hanno lo stesso pensiero, potrebbe causare! Se c’è un divieto…quel divieto va rispettato!

Terminata la visita (breve), è ora di risalire verso la cima di Capo Caccia! Se percorrere 656 scalini, altamente panoramici, in discesa è stato divertente…non altrettanto lo è in salita!

Se posso permettermi…evitate di salire tutto d’un fiato….non è il caso credetemi!Facendo, invece, brevi soste e bevendo un goccio d’acqua ogni tanto, anche i meno allenati supereranno abbastanza bene la prova. E poi volete mettere la soddisfazione che si prova giunti in cima? 😉

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La prossima volta arriveremo dal mare; immagino che l’approccio con il traghetto sia altrettanto spettacolare!

Perché “Capo Caccia”? Perché anticamente i nobili del posto la utilizzavano come riserva di caccia. Attività oggi incompatibile considerando la natura di Area marina protetta del luogo.

Altra curiosità: recentemente, una famosa trasmissione ha lanciato un servizio proprio dedicato a quest’area; oltre alle bellezze del luogo, i presentatori hanno spiegato come sui fondali di Capo Caccia sia lasciato ad invecchiare un famoso spumante, prodotto da una cantina del posto. I cameraman hanno mostrato come lo spumante in questione sia inserito in apposite casse trasportate prima in battello fino alla base della scogliera e poi accompagnate sul fondo grazie all’opera di sub esperti. Sarebbe interessante, soprattutto per gli amanti della degustazione, assaggiare uno spumante nato in condizioni così particolari!

Rocca Calascio: un tuffo nella storia abruzzese

Rocca Calascio è una costruzione fortificata sita nel comune di Calascio (L’Aquila) ad un’altitudine di circa 2000 metri; questo particolare la rende una delle rocche più elevate d’Italia con vista, oltretutto, sui principali gruppi montuosi abruzzesi

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La tradizione storica colloca la sua fondazione al 1140, anche se il primo documento storico che ne attesta la presenza è datato 1239.

Nel 1703 un violento terremoto costrinse gli abitanti del borgo medievale (che oggi si attraversa per poter salire fino alla rocca) a rifugiarsi nel vicino paese di Calascio.

All’ingresso del borgo si arriva tramite apposito servizio navetta. Il punto di raccolta si trova, salendo lasciandosi alle spalle l’autostrada A 24 Roma-Teramo, subito dopo il paese; ci sono anche degli appositi sterrati per parcheggiare le automobili. Il biglietto per la navetta costa 2 € (a/r); non è possibile salire in auto perché la strada è stretta e in alcuni punti manca il guard rail; pertanto, per questioni di sicurezza, o si sale in navetta o in moto; ovviamente, per chi è appassionato di camminata, nulla vieta di salire a piedi.

Si arriva in un piccolo slargo e da lì si prosegue camminando verso il borgo…il percorso porterà anche ad ammirare la chiesa di Santa Maria della Pietà che, purtroppo, ha subito dei danni in occasione degli ultimi eventi sismici verificatisi in regione. Per questo, non è stato possibile ammirarla dall’interno; tuttavia, ciò non toglie la stupore degli occhi dinanzi alla sua meraviglia unita ad una collocazione geografica quasi fiabesca…qui vedrete, infatti, numerosi turisti e appassionati di fotografia immortalare la bellezza del luogo…difficilmente, però, una macchina fotografica, per quanto all’avanguardia, potrà mai sostituire l’emozione dello sguardo!

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Si prosegue verso la Rocca e le prime rovine…un po’ di attenzione per salire fino in cima e si è arrivati!

Qui, il gruppetto di turisti è stato accolto da una ragazza estremamente preparata sulle vicende storiche della Rocca. Lei stessa ci ha guidati all’interno arricchendo la visita di numerosi particolari a cui difficilmente, da soli, avremmo prestato attenzione. Per questo servizio (così come per l’ingresso alla Rocca) non si paga alcun biglietto/tariffa: chi vorrà, al termine della visita, potrà lasciare un’offerta libera.

Prima di salire fino in cima attraverso una stretta scala interna, attraversiamo una sala con le locandine di alcune produzioni cinematografiche girate qui a Calascio….come dimenticare Lady Hawke? 😉

Dall’alto della rocca, invece, una vista mozzafiato sugli Appennini abruzzesi…non c’è che dire…un punto di vista sicuramente privilegiato!

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Per la visita si consiglia di indossare scarpe comode: ci sarà da camminare e a tratti, seppur alla portata di tutti, il percorso può risultare sconnesso.

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Stintino: quali spiagge visitare?

Stintino è un piccolo borgo della Sardegna del Nord, sito in una posizione invidiabile: all’interno del Golfo dell’Asinara, ben protetto dai venti e dalle correnti più fredde.

Qui è possibile trovare un mare stupendo: acque turchesi dalle mille sfumature e fondali bassi, molti adatti alle famiglie con bimbi (non per questo la sorveglianza dei genitori potrà venire mai meno..occhio 😉 ).

Stintino è, altresì, nota per le sue spiagge paradisiache…o almeno, così le trovo descritte on line; vediamo un pò se è vero 😉

Visito questa località in un giorno d’agosto: ok, forse la scelta del periodo non è delle migliori ma ci proviamo lo stesso 🙂

Prima meta: la Pelosa, celebre spiaggia dalla sabbia bianchissima.

Arrivando abbastanza presto in macchina, riusciamo a trovare un parcheggio gratuito all’inizio del Viale La Pelosa….certo che da lì abbiamo camminato venti minuti…ma il clima lo permetteva. Nel frattempo, apparivano davanti a noi i primi scorci di un mare assolutamente stupendo.

Andando più avanti, invece, iniziano i parcheggi a pagamento. Questo, però, non vi assicura di trovarlo comunque ad ogni ora: Stintino è una località affollatissima d’estate e vi assicuro che potreste essere costretti ad andar via proprio per l’assenza di parcheggio utile. Per ogni informazione, prendete visione del sito ufficiale del comune di Stintino http://www.comune.stintino.ss.it/index.asp

Riprendiamo il cammino verso La Pelosa…anzi, dimenticavo: il giorno prima, tentando di arrivare qui ad ora pranzo, abbiamo girato invano alla ricerca di un posto dove lasciare l’automobile; questo, però, ci ha permesso di ammirare il panorama mozzafiato dalla collinetta di fronte alla celebre torretta aragonese…senza fiato! Come vedete..non ogni male viene per nuocere 😉

Arrivati a La Pelosa, scendiamo in spiaggia (già piena alle 8 del mattino) e troviamo una sistemazione. Sin da subito, però, ci rendiamo conto di quello che sarà l’andamento della giornata, potendo assistere ad una scena non esattamente edificante: tra i nostri vicini di posto c’erano due ragazzi, giunti in spiaggia molto presto; per bloccare un parte di terreno hanno pensato “bene” di stendere sei teli matrimoniali (SEI) e, non contenti, di circondare questi teli con un “recinto” di sabbia! Una scena decisamente IMBARAZZANTE; vero che trattasi di spiaggia libera, ma è altrettanto vero che il buon senso civico permetterebbe, in ogni caso, una migliore fruizione dei luoghi da parte di tutti. Ebbene, considerando il notevole spazio occupato da questi due ragazzi, attendevamo, quantomeno, l’arrivo di una comitiva: invece no…. arrivano i DUE genitori con la sorellina piccola. A quel punto la madre ha avuto almeno il buon senso di eliminare il ridicolo recinto di sabbia costruito per perimetrare i teli.

Considerando la spiaggia così affollata, decido di entrare in acqua: lì si sta decisamente meglio! Il colore delle acque è stupendo e la temperatura ideale…anche qui si gode di un panorama meraviglioso; da un lato, infatti, la celebre torretta aragonese, mentre dall’altro l’isola Piana (usata anticamente come pascolo) e, sullo sfondo, l’Asinara.

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Terminato il bagno, mi riavvio verso l’ombrellone, non prima, però, di aver soffermato l’attenzione sulla spiaggia sotto i miei piedi: celebre nel mondo per la sua sabbia bianchissima e fina, “La Pelosa” si trova a dover fare oggi i conti con l’usura del tempo….e la maleducazione di molti turisti; la sabbia bianca è quasi del tutto sparita: molti visitatori, noncuranti dei divieti, hanno letteralmente saccheggiato La Pelosa, considerando quella sabbia, così particolare, una sorta di souvenir; mi appello al buon senso di tutti: se avvistate turisti maleducati, segnalateli immediatamente alle Autorità competenti; diamo il nostro contributo per preservare luoghi magnifici!

Alle 13 decidiamo di andar via: davvero troppo affollata..si rischia di allungare un braccio e colpire un vicino di posto! Mi riprometto, comunque, di tornare in un periodo meno caotico…colpa mia 😉

Non molto distante da La Pelosa c’è, però, un’altra spiaggia, Le Saline: decisamente meno affollata ma altrettanto meravigliosa! Qui a terra non c’è sabbia ma una distesa di chicchi di riso…

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Il mare è altrettanto stupendo…

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Mi raccomando…massimo rispetto per i luoghi: che nessuno porti via nulla! Anche il togliere pochi sassolini reca danno all’ecosistema; pensate a quante migliaia e migliaia di persone potrebbero fare la stessa cosa!

Lettura in viaggio “Un italiano in America” di Beppe Severgnini…..per il resto cosa dire se non…tornerò senz’altro! 😉

Arrivederci Stintino 😉

-Katia-